I ragazzi ed Internet. Il fenomeno del cyberbullismo #1

Il fenomeno del cyberbullismo

Internet è un luogo virtuale dove i bambini possono interagire con altri e condividere così la propria vita. Proprio come succede in ogni altro ambito della vita, se un adulto non sa che cosa un piccolo sta facendo, dove sta andando o chi sta frequentando, si rischia di mettere a repentaglio la loro sicurezza.

È stato ribadito anche nella nota illustrativa del progetto Era Digitale: Internet va considerato certamente come una risorsa che riesce a stravolgere la vita di ognuno di noi arrecando benefici incalcolabili, ma può anche essere un mezzo distruttivo se non utilizzato in maniera consapevole, legale e sicura. È importante, quindi, che un adulto sia vigile sul piccolo navigatore.

Uno dei rischi più diffusi per i ragazzi nell’ambito di Internet è il bullismo. Secondo Bill Belsey, l’educatore canadese che ha coniato il termine cyberbullismo e lo ha diffuso a livello internazionale, questo è un fenomeno che riguarda l’utilizzo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione da parte di un singolo o di un gruppo per veicolare comportamenti aggressivi e intimidatori ai danni di uno o più soggetti.

Ma che cosa può fare un adulto per proteggere il proprio piccolo da quest’insidia della Rete? Ecco alcune regole semplici, ma efficaci.

  • Gli adulti devono essere informati di quello che il ragazzo fa on line. Bisogna creare un rapporto di fiducia con lui e domandarli costantemente quali sono i siti web che visita e con chi scambia messaggi.  Il ragazzo potrebbe rifiutarsi di rispondere alle vostre domande o vi riferirà  solo parte di quello che effettivamente fa, ma è importante che lui veda interesse da parte vostra su quella che è la sua vita virtuale.

  • Gli adulti devono controllare che il ragazzo abbia l’età minima per entrare a far parte delle Virtual Community o dei Social Networking a cui si è iscritto. Nel Regolamento del sito web sono sempre riportate queste informazioni.

  • Gli adulti devono far capire al ragazzo che non si devono mai dare delle informazioni private alle persone che si incontrano in Rete sottolineando che, sebbene qualcuno gli dica in chat di essere un familiare o un amico, c’è sempre il rischio che lui effettivamente non sia chi dice di essere. La favola in cui il Lupo cattivo si traveste con gli abiti della nonna per aspettare Cappuccetto Rosso potrebbe essere d’aiuto per far comprendere ai più piccoli il pericolo delle false identità in Internet.

  • Gli adulti devono essere consapevoli di quando, dove e, principalmente, come il ragazzo usa la rete. È proprio questa consapevolezza che aiuterà l’adulto a comprendere se nel ragazzo subentrano dei cambiamenti comportamentali. Ad esempio, un campanello di allarme sintomo che nel ragazzo c’è qualcosa che non va si verifica se ha la necessità di connettersi ad Internet per un tempo sempre maggiore del solito, se non vuole la presenza di nessuno accanto quando naviga in Internet o se inizia ad usare Internet solo quanto è via da casa.

CREDIT
Le foto presenti nel seguente post sono state liberamente concesse da:
1. Image: Clare Bloomfield / FreeDigitalPhotos.net

Francesco Paolo Caforio  (19 Posts)

Graphic & Web Designer Freelance. Fornisce consulenza nel settore del web design e della grafica pubblicitaria e multimediale. Ha conseguito numerose certificazioni Adobe e Microsoft, specializzato in Web Marketing e sempre aggiornato sugli ultimi trend della grafica e del web.


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